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Un inno a
Sbarbaro Non è una manifestazione, è semmai un
programma composto da diverse manifestazioni. E, caso raro, vede tutta una
città (dall'Assessorato alla Cultura di S. Margherita Lig, alle scuole
medie, all'Ascom ed agli albergatori, ma sopratutto dalle Ferrovie dello
Stato a Le Nuvole che è una rivista, chiamiamola così, che viaggia su
Internet) impegnta sul fronte della cultura e del turismo. Il trentennale
della morte di Camillo Sbarbaro lascerà il segno a Santa Margherita, la
cittadina dove il grande poeta nacque nel 1888. A lui verrà dedicato un
contenitore di idee, creato dallo Studio Fluxia di Chiavari e diretto
da Cristina Belloni e Oscar Piaggerella, che prenderà la cultura dalle sue
magiche ma impalpabili sfere e la porterà giù, in città, nella vita di
tutti i giorni, in stazione, a scuola, nella cornice musicale di Villa S.
Giacomo nel Parco di Villa Durazzo. Per il ventennale a Camillo Sbarbaro
venne intitolata una strada. Dieci anni dopo S. Margherita si accinge a
fare molto di più. Sbarbaro amava i licheni? Si, li amava, era un
ricercatore dilettante ma pur sempre un ricercatore che ha girato in lungo
e in largo per cercare i frutti della simbiosi tra alga e fungo, uno dei
sensori naturali dell'inquinamento. E, se amava i licheni, ecco la grande
mostra con gli esemplari dell'orto botanico Hambury di Genova, ecco le
fotografie di Fernando Galardi e del Dopolavoro ferroviario di Chiavari,
ecco le ricerche effettuate dagli allievi delle scuole medie Vittorio G.
Rossi grazie al programma di educazione ambientale voluto dal Preside
Magda Lodi per far approfondire ai giovani la conoscenza del Monte di
Portofino, l'inquinamento, lo studio del suolo, il ripristino dei
sentieri. Ma Sbarbaro era anche volontario del Croce Rossa Italiana e
figlio di un ferroviere. Ed allora, nella Sala Vip della stazione
ferroviaria, la rassegna di foto d'epoca nella quale si documenta la
storia del volontariato ligure durante la Prima Guerra Mondiale, quando il
poeta aveva trent'anni. In quella medesima sala -hanno assicurato i
massimi responsabili delle FS liguri- verrà posta una targa con una poesia
scritta da Sbarbaro nel 1921 e dedicata alla simbiosi tra il treno che
passa e la città che sobbalza per il rombo, grata che le venga ricordata
l'esistenza del mondo. C'è altro ancora nel programma, che si apre
sabato e durerà fino al 3 agosto. C'è un omaggio da parte dei maggiori
artisti italiani di poesia visiva, ci sarà un concerto di Irene Dotti ed
uno del Romabarocco Ensamble. Presenteremo ogni appuntamento via via che
si avvicina la data. Per ora ci limitiamo a rimpiangere quell'uomo umile e
sensibile che il suo amico Montale definì "Sbarbaro estroso
fanciullo". Giacomo Ferrera (Il Secolo
XIX - 20 maggio 1997)
I licheni di
Camillo Sbarbaro Inaugurata il 24 maggio presso
l'Auditorium Scuole Medie Vittorio G. Rossi di Via Roccatagliata, la
mostra I licheni di Camillo Sbarbaro
che offre una suggestiva esposizione di licheni gentilmente concessi
dall'Orto Botanico Hambury di Genova, oltre che una serie di preziosi
documenti fotografici della vita del poeta Sbarbaro, tratti dalla
collezione dell'Ing. Fernando Galardi. (articolo non
firmato) (Il Golfo - giugno 1997)
Mostra di licheni dedicata a Sbarbaro
poeta e ricercatore Si aprono le celebrazioni che S.
Margherita ha allestito in occasione del trentennale della morte di
Camillo Sbarbaro, il grande poeta nato nel 1888 in Via Roma, la via che
conduce alla stazione. Oggi aprirà i battenti
l'esposizione di licheni dell'Orto Botanico Hambury allestita
nell'auditorium delle scuole medie di Via Roccatagliata. Il soggetto non
è stato scelto casualmente, ai licheni Sbarbaro aveva dedicato tempo e
passione come ricercatore dilettante. Affiancherà l'esposizione vera e
propria una mostra fotografica sull'habitat realizzata da Fernando Galardi
e dal Gruppo del Dopolavoro ferroviario di Chiavari. Della collezione
Galardi verranno esposti documenti fotografici della vita del poeta.
All'inaugurazione interverrà il Prof. Paolo Modenesi, il Presidente della
Società Licheneologica italiana. La mostra resterà aperta tutti i
giorni feriali. Per effettuare visite guidate è possibile rivolgersi allo
Studio Fluxia che ha ideato e coordinato le iniziative intraprese per
ricordare la grande figure, semplice e umile, di Camillo Sbarbaro. Sempre
nell'ambito delle celebrazioni il 31 maggio nella Vip della stazione
Ferroviaria la Croce Rossa Italiana presenterà una rassegna di foto
d'epoca sul volontariato ligure nella Prima Guerra Mondiale. (articolo
non firmato) (Il Secolo XIX - 24 maggio 1997)
Sbarbaro: oltre i versi l'impegno
nella C.R.I. Nell'ambito delle celebrazioni per il
trentennale della scomparsa del poeta sammargheritese Camillo Sbarbaro,
questo pomeriggio (ore 18) nella Sala Vip della stazione ferroviaria si
inaugurerà la mostra per ricordare la militanza nella Croce Rossa durante
la Prima Guerra Mondiale. L'esposizione, che resterà aperta sino al 29
giugno, comprende fotografie, documenti e cimeli che raccontano l'attività
dell'ente umanitario. Camillo Sbarbaro entrò a far parte cela C.R.I.
nel 1916 all'età di 28 anni facendosi chiamare Sbarbaro Pietro Giuseppe,
utilizzando cioè il secondo e il terzo nome nel tentativo di celare dietro
l'anonimato il desiderio di aiutare il prossimo. Militò presso l'ospedale
militare di Rapallo, successivamente a Genova, poi nel presidio di
Ventimiglia prima di essere trasferito in Trentino, allora zona di guerra.
Di questi trascorsi rimangono tracce negli scritti e nelle cartoline
inviate all'amico e poeta Angelo Barile. Marco Delpino, Assessore alla
Cultura sammargheritese, assieme alla delegazione del Sottocomitato della
C.R.I., desiderano sottolineare con questo appuntamento la sensibilità
umanitaria e sociale della comunità cittadina. <<Ribadiamo che
cultura è anche la divulgazione di uno spirito diverso che vada incontro
alle necessità dei più deboli, ha sostenuto Delpino.
All'inaugurazione interverranno rappresentanti della C.R.I civile e
militare ed una delegazione delle Ferrovie (la mostra non è stata
allestita nella stazione per un caso, bensì perché Camillo Sbarbaro era
figlio di ferroviere). Prima della fine dell'esposizione una targa con una
poesia di Sbarbaro, sulla simbiosi tra treno e città, verrà affissa nella
Sala Vip per ricordare a tutti i viaggiatori la figura dell'uomo e del
poeta. (articolo non firmato) (Il Secolo XIX - 31
maggio 1997)
S.Margherita,
una targa alla stazione ferroviaria con una poesia di Sbarbaro
"Il rapido passò, dentro un barbaglio d'ottoni,
un rombo. Fervono le guide come dietro la nave l'acqua bolle. Ne
trasalì destato il borgo che pigliava il poco sole, mendico
abbandonato al muro; e l'orecchio di sordo porge al rombo affievolito, che di soprassalto
l'esistenza del mondo gli ricorda"
Camillo Sbarbaro I versi di una poesia scritta nel 1921 da Camillo
Sbarbaro sono stati immortalati in una targa affissa nella stazione
ferroviaria di S. Margherita. Una poesia, individuata da Roberto
Scanarotti, responsabile genovese delle relazioni esterne delle Ferrovie,
in cui le immagini evocate del passaggio di un treno nella città si
ricollegano ad alcune più ampie riflessioni sulla condizione umana. Lo
scoprimento della lapide è avvenuto ieri mattina, alla presenza delle
autorità cittadine e dei dirigenti delle Ferrovie, che hanno promosso
l'iniziativa nell'ambito delle celebrazioni per il trentennale della
scomparsa del poeta, sammargheritese di nascita. <<Sbarbaro -ha
detto l'Assessore alla Cultura Marco Delpino- amava molto viaggiare in
treno, un mezzo che ricorreva in diverse sue composizioni, ma era inoltre
figlio di un ingegnere delle Ferrovie>>. Maurizio Picasso,
responsabile del nucleo territoriale dei servizi di stazione delle
Ferrovie di Genova ha evidenziato il lavoro impostato <<per un
rilancio del ruolo della stazione che non deve essere a sé stante, ma deve
essere inserita nel contesto della città, creando nuove occasioni di
incontro>>. Fino al 29 giugno la Sala Vip della stazione ospita
la mostra La Croce Rossa nella vita di un poeta. (articolo non
firmato) (Il Secolo XIX - 2 giugno 1997)
Omaggio a Camillo Sbarbaro poeta schivo
Amava ricordarlo così Montale "estroso fanciullo" e
"galantuomo che passa", e Camillo Sbarbaro, ligure appartato e schivo che
dipingeva nei suoi versi "la città moderna, ora deserto di pietra, ora
bordello", nacque nel 1888 a S.Margherita Lig. che ora lo ricorda nel
trentennale della sua scomparsa, dedicandogli da maggio, una serie di
manifestazioni prendendo spunto dalla sua vita quotidiana. Volontario per
la Croce Rossa, gli è stata recentemente dedicata dal Sottocomitato di S.
Margherita una rassegna di foto d'epoca che documentano la storia del
volontariato ligure. Ora una folta schiera di artisti tra cui Mirella
Bentivoglio, Irma Blanc, e e Giovanni Fontana gli porge un omaggio
attraverso un importante mostra di poesia visiva organizzata
dall'Assessorato alla Cultura e curata dallo Studio Fluxia di Chiavari dal
4 luglio a 4 agosto presso Villa San Giacomo nel Parco di Villa Durazzo.
Infine un omaggio musicale. Lo Studium Armonie Antique presenterà
sempre a Villa Durazzo, sabato 24 luglio alle 21, un repertorio di musica
italiana del '700 alternando la melodia ad alcune delle più suggestive
poesia di Sbarbaro. (articolo non
firmato) (Il Lavoro - 3 luglio 1997)
Poesie su tela per Sbarbaro
Sono organizzate dall'amministrazione comunale ma
hanno coinvolto - ed è questo il fattore più importante sul piano
dell'immagine- tutte le componenti cittadine attraverso l'opera di
coordinamento dello Studio Fluxia di Chiavari, ovvero di Oscar Piaggerella
e Cristina Belloni che ne sono gli animatori. Il vernissage è previsto
alle 18,30 a Villa San Giacomo, adiacente a Villa Durazzo. Ad introdurre
la mostra, di eccezionale rilevanza, è stata chiamata Mirella Bentivoglio,
forse il maggior critico italiano di poesia visiva. Parteciperanno
all'esposizione alcuni dei fondatori storici di questa particolare
corrente pittorica tra cui Stelio Maria Martini della scuola napoletana,
Eugenio Piccini e Luciano Caruso di Firenze, Miles e Rodolfo Vitone di
Genova. Della scuola romana, oltre a Mirella Bentivoglio, hanno aderito
Alba Savoi, Luca Patella, Elisabetta Gut. Da Torino la Fondazione Bedino
ha fatto pervenire un'opera che Dino Bedino, recentemente scomparso, ha
dedicato a Sbarbaro nel 1986. Da
segnalare anche l'entusiastica adesione di Fernando Aguilar di Lisbona.
Non meno importanti la partecipazione di Paolo Roffi e Alessandro
Benfenati (Bologna), Irma Blank, Carlo Finotti, Gino Gini, Fernanda Fedi e
Loriana Castano (Milano) Oscar Piaggerella e Maura Savini dal Tigullio,
Sebastiano Ciliberto (Torino) Chiara Diamantini e Marcello Diotallevi
(Marche). Altri nomi ancora sono Alberto Faietti, Rosa Foschi, Giovanna
Fontana, Kiki Franceschi, Lucia Marcucci. A rappresentare la poesia visiva
prettamente mediterranea troviamo Franco Magro da Catanzaro e Silvio
Guardì da Monreale. L'esposizione pittorica che si riconosce
all'interno della corrente -che si è concretizzata negli anni '50
soprattutto in Italia- ha origine dalla fusione della disciplina
letteraria con quella visiva e scultorea. La serata inaugurale di domani
prevede un concerto della pianista Irene Dotti e un recital di poesie di
Sbarbaro da parte di Paola Ponzini.
(NEXT -
autunno/inverno 1997)

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